Il punto di vista che Boccadoro aggiungeva non era nient'altro che la rievocazione della sensazione originaria che aveva dato luogo all'impalcatura razionale. Egli concepiva tutto ciò come una semplice riunione di spirito e materia. Nella semplice constatazione del reale non riconosceva più il sintomo primordiale che lo distinguesse, come persona, da un processo logico omologato. Così doveva riunirsi con la natura muta per vedere affiorare dal silenzio della ragione l'unico e irreplicabile codice spirituale che lo liberasse dall'anomia della materialità. Non che in questo modo sentisse di afferrare tra le dita l'essenza delle cose, anzi, a volte il celebre lumicino si faceva ancora più fioco. Ma tant'è, meglio smarriti nella aria pura che incastrati tra lucidi ingranaggi ottimizzati
sabato 19 settembre 2009
Pellegrinaggio
Camminando Boccadoro trovava sempre il modo di aggiungere un punto di vista alla visione delle cose. Era come se lo scorrere dello spazio azionasse delle leve altrimenti inoperanti. Non sapeva mai rispondere alla domanda sul perchè la razionalità poteva emergere da radici irrazionali. Infatti preferiva di gran lunga assistere a questo passaggio piuttosto di dover subire la risacca che, spesso, trascinava i suoi ragionamenti fra i disorientanti lidi dell'ineffabile. Perchè delle semplici constatazioni di fatto potevano dare luogo a non meglio precisate supposizioni metafisiche? La classica immagine del perdersi in un bicchier d'acqua assumeva tuttavia per lui, più che un punto di arrivo, una condizione di partenza. Come se lo smarrimento del senso logico rappresentasse una necessaria purificazione; lavare le vesti psicologiche intrise di vacuo buon senso nelle vasche dell'assoluto, dell'incondizionata suggestione emotiva.
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Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaSenza parole. In assoluto il mio preferito
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