Di domenica, con le note nelle orecchie e i pensieri nella testa. Ai giardini è un saliscendi di prati umidi illuminati da una luce tersa che scova l'anima nascosta sotto i rami spogli.
Dalle spalle della collina si scorgono come ombre cinesi tanti profili netti che si stampano neri sull'orizzonte; seguono col capo sollevato fasci di rondini in controluce. Così muti, da lontano sembrano voler dire qualcosa, solo con le mani.
Poi fila di passeggini sul selciato e ditina curiose che indicano l'ovvio degli adulti. In silenzio ognuno si domanda chi egli sia stato e perché. Ma il sentiero inizia a salire impervio e ognuno si chiede chi sarà e quando.
La tirannia dei rimorsi e dei sogni, dell'immutabile e dell'insondabile.
Nessuno che badi a cosa indica un bambino.
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